MITA, un nuovo anno d’arte. Cinema e teatro per imparare a guardare il mondo
Riparte il percorso della Scuola di Cinema e Teatro: recitazione, immagini e grandi maestri diventano strumenti per conoscere storie, persone e se stessi.
UN ANNO D’ARTE È UN ANNO DI INCONTRI
Shakespeare, Pirandello ed Eduardo. Duse e Gassman. Fellini, Hitchcock, Kubrick e Anna Magnani. Caravaggio, Picasso, Michelangelo e Frida Kahlo.
Nomi appartenenti a epoche e linguaggi diversi, uniti dalla stessa capacità: guardare l’essere umano e restituirlo attraverso l’arte.
È da questa idea che MITA – Scuola di Cinema e Teatro apre il nuovo anno formativo. Teatro e cinema diventano il punto di partenza di un percorso che attraversa anche pittura, scultura, letteratura, musica e cultura dell’immagine.
Perché prima ancora di interpretare un personaggio occorre imparare a osservarlo. Prima di raccontare una storia bisogna capire cosa la rende umana.
DA CARAVAGGIO A FELLINI, OGNI MAESTRO INSEGNA UN MODO DIVERSO DI GUARDARE
Una luce di Caravaggio può insegnare qualcosa sulla scena. Un volto dipinto da Rembrandt può diventare una lezione sull’espressione. La scomposizione di Picasso apre domande sull’identità e sulla maschera. Michelangelo e Rodin mostrano quanto un corpo possa raccontare anche restando immobile.
Il cinema continua la stessa ricerca attraverso altri strumenti. Fellini trasforma la memoria in immaginazione, Hitchcock costruisce tensione attraverso ciò che lo spettatore vede e sa, Bergman affida a un volto interi conflitti interiori, Anna Magnani porta davanti alla macchina da presa una presenza capace di superare la tecnica e diventare verità cinematografica.
MITA vuole mettere gli allievi davanti a questi linguaggi per una ragione concreta: la recitazione cresce insieme alla capacità di osservare.
IL TEATRO COME LUOGO IN CUI SCOPRIRE LA PROPRIA VOCE
Durante l’anno gli allievi lavoreranno sul corpo, sulla voce, sul gesto, sullo spazio, sull’ascolto, sulla costruzione del personaggio e sulla relazione con gli altri.
Accanto alla pratica arriva lo studio. Stanislavskij, Lecoq, Grotowski, Meisner, Boal e i grandi protagonisti della scena diventano occasioni per sperimentare metodi e punti di vista differenti.
L’obiettivo va oltre la preparazione di uno spettacolo. Un ragazzo che impara ad ascoltare una battuta impara anche ad ascoltare chi gli sta davanti. Chi studia un personaggio esercita la capacità di osservare comportamenti, emozioni e motivazioni. Chi affronta una scena scopre progressivamente come trasformare pensiero, corpo e voce in azione.
MITA: “A VOI, UN ANNO D’ARTE”
La nuova immagine scelta per accompagnare l’inizio dell’anno racconta proprio questo passaggio: un volto e una maschera, vicinissimi, quasi inseparabili.
Il teatro vive da secoli della relazione fra persona e personaggio. L’arte continua a porre la stessa domanda attraverso pittura, cinema, fotografia e scultura: cosa vediamo davvero quando guardiamo un volto?
È una domanda che accompagnerà anche il nuovo percorso MITA.
Per questo l’augurio rivolto agli allievi sceglie poche parole:
“A voi, un anno d’arte. Da vivere. Da cercare. Da creare.”
Un augurio che contiene anche un programma: incontrare i grandi maestri, sperimentare linguaggi differenti e arrivare, un passo alla volta, a trovare il proprio modo di stare sulla scena e di raccontare il mondo.




