Da bambino sul palco ad aiuto regista. Il percorso di Fabio Morabito racconta la forza di una formazione che cresce nel tempo
Fabio Morabito. Una crescita costruita giorno dopo giorno.
Ci sono percorsi che non si raccontano con un solo spettacolo o con un solo film. Si raccontano osservando il tempo, le esperienze vissute e le responsabilità conquistate lungo il cammino.
La storia di Fabio Morabito è una delle testimonianze più significative del percorso formativo del MITA – Scuola di Cinema e Teatro. Un ragazzo entrato da giovanissimo nell’Accademia che, anno dopo anno, ha trasformato la curiosità in competenza, la passione in metodo e il sogno di recitare nella volontà di conoscere ogni aspetto del teatro e del cinema.
Tutto comincia da ragazzo. Tutto cresce con l’esperienza.
Fabio entra al MITA quando frequenta ancora i corsi Junior. Sale sul palco con l’entusiasmo tipico di chi scopre per la prima volta il mondo della recitazione, affrontando ogni prova come un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo.
Con il passare degli anni diventa una presenza costante dell’Accademia. Partecipa praticamente a tutte le produzioni teatrali e cinematografiche, comprendendo che ogni spettacolo è una lezione diversa e che ogni ruolo rappresenta un’occasione di crescita personale oltre che artistica.
Radio ’76 cambia protagonista. Fabio cresce davvero.
Tra gli episodi più curiosi del suo percorso ce n’è uno che ancora oggi viene ricordato con affetto.
Durante il musical Radio ’76 interpretava uno dei ragazzi protagonisti. Poi arrivò il periodo della pandemia e, nel giro di poco tempo, Fabio cambiò completamente aspetto. Crebbe così tanto in altezza da non poter più interpretare credibilmente quel personaggio.
Il ruolo venne affidato a Filippo Mangano. Nelle repliche dedicate agli studenti del liceo, però, Fabio ebbe l’opportunità di interpretare il protagonista, dimostrando una maturità artistica ormai evidente.
Un episodio raccontato spesso con il sorriso, ma che rappresenta anche il segno più autentico del tempo trascorso e della crescita vissuta all’interno del MITA.
Dalla commedia al teatro civile. Ogni opera diventa una lezione.
La formazione di Fabio non si è mai fermata a un solo linguaggio.
Negli anni ha attraversato la commedia, il musical, gli spettacoli storici, il cinema e il teatro civile, affrontando personaggi sempre diversi tra loro e imparando ad adattare voce, ritmo ed emozioni alle esigenze di ogni nuova produzione.
Ha preso parte a opere come Un Miracolo d’Avvento, Capo d’Orlando – 100 Anni di Autonomia, Cieli Immensi, Sipario – Il Sogno e Filippo Sindoni – Il Merito del Ritorno, interpretando ruoli differenti e contribuendo anche alla realizzazione dei progetti come aiuto regista.
Ogni spettacolo ha aggiunto un tassello alla sua formazione, dimostrando che un attore cresce soprattutto quando accetta di confrontarsi con sfide sempre nuove.
Dietro ogni scena c’è un altro mestiere. Fabio sceglie di impararlo.
Con il tempo la sua curiosità si sposta anche dietro la macchina da presa.
Vuole capire come nasce un film, osserva il lavoro della troupe, ricopre il ruolo di ciakkista durante le produzioni del MITA e segue da vicino tutte le fasi di realizzazione di un’opera cinematografica.
Pietro Di Maria lo coinvolge progressivamente nell’organizzazione dei set, affidandogli responsabilità sempre maggiori. È un’esperienza che gli permette di comprendere come la regia non sia soltanto creatività, ma anche ascolto, organizzazione, precisione e capacità di guidare un’intera squadra.
“Sulla Soglia” segna una nuova maturità. La parola diventa responsabilità.
Nel 2026 Fabio affronta una delle interpretazioni più intense del suo percorso con “Sulla Soglia”, tragedia contemporanea scritta e diretta da Pietro Di Maria, dedicata alla riflessione sulla violenza contro le donne.
Il suo personaggio non racconta soltanto una storia, ma si rivolge direttamente al pubblico, invitandolo a interrogarsi sul valore delle proprie scelte e sul significato della responsabilità individuale.
È una prova interpretativa completamente diversa da quelle affrontate negli anni precedenti. Qui non bastano la tecnica o la presenza scenica: servono equilibrio, consapevolezza e la capacità di dare forza alle parole senza mai eccedere.
Oggi è aiuto regista. Domani continuerà a costruire il suo futuro.
Parallelamente al lavoro di attore, Fabio ricopre oggi il ruolo di aiuto regista nelle produzioni del MITA, collaborando direttamente all’organizzazione del set e seguendo ogni fase del lavoro creativo.
Il suo obiettivo è continuare a crescere, imparando ogni giorno qualcosa di nuovo e preparandosi, passo dopo passo, al ruolo di regista.
La sua storia dimostra che il MITA non forma semplicemente interpreti. Forma persone capaci di conoscere il teatro e il cinema da ogni prospettiva, accompagnandole in un percorso fatto di studio, esperienza, responsabilità e passione.
Perché il talento può aprire una porta. È il lavoro quotidiano che insegna come attraversarla.
Il prossimo protagonista potrebbe essere tuo figlio.
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