Il MITA vince a Milazzo: il cinema dei ragazzi racconta Cristina Scotto
“IO SONO ACQUA” primo classificato al Concorso Scuole del Milazzo Film Festival 2026, un cortometraggio della MITA Scuola di Cinema e Teatro ispirato alla vita della nuotatrice
MILAZZO — “IO SONO ACQUA”, cortometraggio scritto e diretto da Pietro Di Maria e ispirato alla vita della nuotatrice Cristina Scotto, ha vinto il primo posto nella sezione Concorso Scuole del Milazzo Film Festival 2026. Il film, realizzato dagli allievi della MITA Scuola di Cinema e Teatro, racconta l’infanzia e la crescita di Cristina Scotto attraverso il suo rapporto con il mare.
Il Milazzo Film Festival: una vetrina internazionale, non solo un premio
Il Milazzo Film Festival 2026 è una manifestazione di respiro internazionale, e per i ragazzi del MITA la vittoria è arrivata dentro un contesto che andava ben oltre il singolo riconoscimento. Confrontarsi con altre scuole e altre produzioni ha significato misurare il proprio lavoro su un piano più ampio, e l’occasione ha permesso ai giovani interpreti di incontrare e salutare da vicino attori e produttori del cinema italiano — un’esperienza che, per molti di loro, è stato il primo contatto diretto con il mondo del cinema professionale.
- il saluto ai ragazzi del MITA da parte di Giampaolo Letta, AD di Medusa Film”
Cristina Scotto: dal mare aperto al set del film che racconta la sua storia
Protagonista di una vita vissuta tra le onde, Cristina Scotto ha portato sul set la consapevolezza di chi sa che il mare non è un confine, ma una porta:
“Le mie imprese in mare aperto sono fatte di solitudine e lotta silenziosa, ma girare questo film con i ragazzi della MITA mi ha regalato un’energia nuova e bellissima. Recitare non è nuotare, ma in entrambi i casi ho imparato che il corpo non è mai un limite se la mente ha un obiettivo. Il mare mi ha insegnato a gestire le crisi e a distinguere ciò che è urgente da ciò che è davvero importante. Portare questa lezione sul set, insieme a questi giovani talenti, mi ha permesso di mostrare che la vera meta è sempre la scoperta della propria essenza.”
Viviana Russo, l’attrice del MITA che è diventata Cristina bambina
Sul set di “IO SONO ACQUA”, Viviana Russo ha dovuto affrontare una sfida non da poco per una giovane attrice: dare corpo, sguardo e voce a una persona realmente esistita, nei momenti più fragili e formativi della sua infanzia. Le scene sono state girate tra dialoghi intimi in famiglia e sequenze più fisiche vicino all’acqua, richiedendo alla giovane interprete della MITA una gamma espressiva ampia, dalla timidezza alla determinazione — lo stesso percorso emotivo che, da adulta, Cristina Scotto avrebbe portato fino alle sue imprese in mare aperto.
Anita Caccetta, la controfigura che ha preso il posto di Cristina in acqua
Le sequenze acquatiche del film hanno richiesto una competenza tecnica che andava oltre la recitazione, ed è per questo che a nuotare davanti alla macchina da presa non è stata Viviana Russo, ma Anita Caccetta, controfigura nuotatrice di Cristina da piccola. Il suo compito è stato riprodurre in acqua i movimenti e la naturalezza di una bambina che cresce nel mare, restituendo sullo schermo la stessa fisicità che avrebbe reso Cristina Scotto, da adulta, una nuotatrice capace di affrontare il mare aperto.
Carmelo Spanò, le riprese subacquee che hanno reso vero il mare del film
Dietro la macchina da presa sott’acqua c’era Carmelo Spanò, che ha curato le riprese subacquee del film — un lavoro tecnico delicato, fatto di visibilità limitata, tempi di immersione contati e la necessità di catturare in poche inquadrature il movimento naturale del corpo nell’acqua. È un mestiere che raramente finisce sotto i riflettori, ma che in un film come questo, dove il mare non è sfondo ma protagonista, ha reso possibile molte delle immagini più intense del cortometraggio.
Fabio Morabito, per la prima volta aiuto regia in un film del MITA
Dietro la macchina da presa, accanto a Pietro Di Maria, questa è stata la prima volta in cui Fabio Morabito ha ricoperto il ruolo di aiuto regia in una produzione cinematografica del MITA — un passaggio che segna la sua crescita all’interno della scuola, da interprete a figura di supporto diretto al regista sul set.
Antonella Fazio e Giuseppe Sgrò, i nonni del MITA al secondo film insieme
Per Antonella Fazio e Giuseppe Sgrò, che nel film interpretano Nonna e Nonno, “IO SONO ACQUA” segna la seconda partecipazione a un progetto cinematografico del MITA, dopo un percorso fatto anche di molteplici apparizioni sui palchi teatrali della scuola. La loro presenza porta sul set l’esperienza di chi ha già attraversato più linguaggi — dal teatro al cinema — e restituisce ai ruoli di famiglia una naturalezza che solo la continuità di un lungo percorso può dare.
Laura Sapienza: la vittoria del MITA è di ogni allievo, di Cristina e delle famiglie
Per la Presidente Laura Sapienza, il premio è il frutto di un lavoro corale che parte dal talento e arriva alle famiglie:
“Il mio grazie più profondo va innanzitutto a Cristina Scotto: la sua generosità e la sua forza sono state un esempio luminoso per tutti noi. Ma la bellezza di questo premio sta nella condivisione. Il mio ringraziamento si estende ai ragazzi della MITA, che hanno messo il cuore in ogni scena, e ai loro genitori, che continuano a credere nella bellezza dell’arte e nel futuro dei propri figli. Questa vittoria appartiene a ognuno di loro, a Cristina, alle famiglie e a chiunque creda che il talento vada coltivato con amore e dedizione.”
Dopo Milazzo, il MITA guarda già ai prossimi film e spettacoli
La MITA Scuola di Cinema e Teatro continua a lavorare su nuovi progetti, portando avanti il proprio metodo formativo che unisce la passione dei ragazzi all’esperienza dei maestri.
Una porta aperta sul futuro
Il successo di Milazzo non è un punto di arrivo, ma un invito a tuffarsi in nuovi progetti. La MITA Scuola di Cinema e Teatro continua a essere un terreno fertile dove la passione dei ragazzi e l’esperienza dei maestri si fondono nel rispetto della verità cinematografica.
In un mondo che corre veloce, “IO SONO ACQUA” ci ricorda che fermarsi a guardare il blu è l’unico modo per non perdersi.
IL CORTOMETRAGGIO









