Patti. Da Patti a Patti-Tindari? Il cambio del nome della città è un’ipotesi da discutere.
Non una decisione, ma una domanda aperta.
Pàtti. Da Pàtti a Patti-Tindari? Il cambio del nome della città è un’ipotesi da discutere. Non una decisione, ma una domanda aperta. L’ipotesi di aggiungere Tindari alla denominazione del Comune di Pàtti entrerà in una fase preliminare di dibattito pubblico, riportando al centro dell’agenda politica e cittadina un tema identitario che da anni affiora ciclicamente nel contesto locale. L’idea nasce dall’esigenza di rafforzare e rendere più chiara l’identità territoriale, superando equivoci e attribuzioni improprie che spesso coinvolgono la località di Tindari, patrimonio culturale e paesaggistico di primo piano, sovente associata ad altri centri vicini. L’eventuale abbinamento dei due nomi va letto non in chiave campanilistica, ma come possibile strumento di valorizzazione complessiva del territorio, anche sul piano turistico e della riconoscibilità esterna, facendo leva su un sito già oggetto di attenzione da parte dell’Unesco. La questione sarà sottoposta al vaglio del Consiglio comunale, ma – come chiarisce il presidente dell’aula, Gìacomo Prinzi – il percorso non potrà prescindere dal coinvolgimento diretto della comunità. Il cambio di denominazione è una pratica amministrativa solo in apparenza: prima di tutto è una scelta identitaria e deve nascere da un consenso ampio, sottolinea. Per questo è previsto un passaggio ritenuto imprescindibile: l’apertura di un confronto pubblico diffuso, attraverso assemblee, forum e momenti di ascolto, per misurare il reale orientamento della popolazione, andando oltre le dinamiche tra maggioranza e opposizione. Solo in presenza di un indirizzo chiaro e condiviso potrà essere predisposta una delibera propedeutica all’eventuale referendum cittadino, di competenza dell’assessorato regionale delle Autonomie locali. In assenza di una maggioranza qualificata, il percorso si fermerebbe. Senza un consenso netto – ribadisce Prinzi – il nome non va cambiato. Nei prossimi mesi sono intanto previsti incontri con operatori turistici, commercianti, imprenditori, scuole e consulte territoriali, senza escludere la possibilità di un Consiglio comunale aperto. La linea resta tracciata: prima il dibattito, poi – eventualmente – le decisioni. Sarà il sentire della città a orientare le scelte istituzionali, e non il contrario.
Attualità. Gangi celebra il Giubileo per i 450 anni dell’unico Santuario dedicato allo Spirito Santo.
Nel Comune di Gangi, nel cuore delle Madonie, sarà celebrato dal 18 Aprile al 18 Ottobre un tempo giubilare in occasione del 450° anniversario della dedicazione del Santuario dello Spirito Santo, unico santuario in Italia dedicato alla Terza Persona della Santissima Trinità.
Attualità. Gangi celebra il Giubileo per i 450 anni dell’unico Santuario dedicato allo Spirito Santo. Nel Comune di Gangi, nel cuore delle Madonie, sarà celebrato dal 18 Aprile al 18 Ottobre un tempo giubilare in occasione del 450° anniversario della dedicazione del Santuario dello Spirito Santo, unico santuario in Italia dedicato alla Terza Persona della Santissima Trinità. Per tutto il periodo giubilare Sua Santità Papa Lèone XIV, tramite la Penitenzieria Apostolica, ha concesso l’Indulgenza Plenaria a tutti i fedeli, che si recheranno in pellegrinaggio al Santuario e che rispetteranno le consuete condizioni, previste dalla Chiesa. L’annuncio è stato dato dall’Arciprete di Gangi e Rettore del Santuario, Don Giùseppe Àmato, al termine della Messa Solenne dell’Epifania. Il tempo giubilare rappresenta un’occasione di profondo rinnovamento spirituale per la comunità ecclesiale e civile di Gangi, e per i numerosi pellegrini che, nei sei mesi di celebrazioni, raggiungeranno il Santuario per affidarsi allo Spirito Santo. Il 450° anniversario della dedicazione del Santuario dello Spirito Santo è un dono di grazia per tutta la nostra comunità. Il tempo giubilare, che ci apprestiamo a vivere, vuole essere un invito alla conversione, alla riconciliazione e alla riscoperta della presenza viva dello Spirito Santo nella nostra vita quotidiana – dichiara Don Giùseppe Àmato a. L’Indulgenza Plenaria concessa dal Santo Padre è segno della materna sollecitudine della Chiesa e un’occasione preziosa, per rinnovare la fede e la speranza. Ringrazio fin da òra il nostro Vescovo e tutti coloro, che si stanno impegnando nell’organizzazione. Durante i sei mesi di celebrazioni saranno promossi momenti di preghiera, celebrazioni liturgiche, pellegrinaggi e iniziative pastorali, volte a valorizzare la storia, la spiritualità e il ruolo del Santuario nella vita del territorio. Il tema scelto per il Giubileo è: Popolo in cammino, rigenerati dallo Spirito. L’apertura ufficiale del tempo giubilare si terrà il 18 Aprile, alla presenza di Mons. Giùseppe Marciante, Vescovo di Cefalù.
Brolo. Brolo: il Comune denuncia responsabile dell’atto vandalico della notte di Capodanno.
L’Amministrazione Comunale di Brolo ha denunciato all’autorità giudiziaria il responsabile dell’atto vandalico, avvenuto la notte di Capodanno all’interno della villa comunale.
Bròlo. Bròlo: il Comune denuncia responsabile dell’atto vandalico della notte di Capodanno. L’Amministrazione Comunale di Bròlo ha denunciato all’autorità giudiziaria il responsabile dell’atto vandalico, avvenuto la notte di Capodanno all’interno della villa comunale. L’episodio ha causato il danneggiamento del bordo in pietra lavica della struttura, situata al centro della villa, a seguito dell’esplosione di un grosso petardo. Il gesto è stato ripreso dalle telecamere del sistema di videosorveglianza comunale. Grazie alle immagini acquisite e alla tempestiva attività della Polizia Municipale, è stato possibile procedere in breve tempo al riconoscimento del responsabile e alla conseguente denuncia all’autorità giudiziaria competente, per il reato di danneggiamento aggravato. Sono attualmente in corso ulteriori verifiche, finalizzate ad accertare eventuali responsabilità di altre persone coinvolte in danneggiamenti ai beni pubblici, che si sono verificati nella stessa occasione. Sull’accaduto è intervenuto il Sindaco di Bròlo Giùseppe Laccoto, che ha affermato: Questo episodio conferma quanto sia fondamentale il sistema di videosorveglianza, per la tutela del patrimonio pubblico e per garantire maggiore sicurezza alla nostra comunità. I beni comunali appartengono a tutti e vanno rispettati: atti di vandalismo come questo non possono e non devono essere tollerati.
